Report viaggio in Europa di Papero e Cenerentolina

Siamo già da qualche giorno tornati dal nostro viaggio che ci ha portato a macinare Km sulle strade dell’Europa centrale. Quindi, come consuetudine del nostro gruppo, vi sottoponiamo con piacere il dovuto e richiesto reportino.

Partenza il giorno 13/08, con la moto stranamente non stracarica, alla volta del Veneto dove, dopo una breve visita a Porto Marghera (tappa richiesta esplicitamente da Cenerentolina per nutrire la sua passione per l’archeologia industriale), approdiamo ad Albaredo.  Troviamo alloggio in un piccolo agriturismo dove, dopo aver mangiato qualcosa in un locale in “centro”, possiamo riposare le ossa. Raccomandazione: da quelle parti viaggiare sempre con il casco ben chiuso data l’elevatissima densità di moscerini. Km percorsi 495.

Il giorno 14 sveglia alle 8 e, dopo una veloce colazione, si parte alla volta di Maribor in Slovenia. Breve tappa nella cittadina di Lasko, piccolo centro termale, pranzo in autogrill ed arrivo a Maribor nel tardo pomeriggio. Pernottamento nella piazza centrale dove abbiamo anche cenato. La cittadina è bellissima, la temperatura molto fresca, il cibo sloveno eccezionale. Nel complesso in tutta la Slovenia abbiamo trovato strade ottime, molta pulizia (non polizia di cui non abbiamo visto traccia), e cordialità. Km percorsi 450.

Al mattino del giorno 15, alla solita ora, si parte in direzione Budapest in Ungheria. Pranzo sul meraviglioso lago Balaton e, dopo un breve ed inaspettato passaggio in traghetto per tornare sulla sponda giusta del lago, arrivo a destinazione. Troviamo un alberghetto stile Cemetery Motel ad Erd, una località alla periferia della capitale, gestito da un tanto simpatico quanto inquietante personaggio e dal suo degno compare. Cena in pizzeria (ottima pizza Ungherese preparata dalla donna cannone in persona) e sacrosanta dormita con porta chiusa a quattro mandate (ma soltanto per un eccesso di zelo…). Km percorsi 390.

Giorno 16: partenza alla volta della Polonia dove arriveremo dopo aver attraversato tutta la Repubblica Slovacca. Terra povera ma cordiale. Al confine slovacco ci accolgono con 5Km di asfalto fumante da percorrere appena steso. Le suole degli stivaletti rimangono attaccate a terra. Nel complesso la povertà palpabile è compensata da una grande cordialità. Le strade sono ottime ed i paesaggi meravigliosi. Dopo aver attraversato tutto il paese sulla statale E77, decidiamo una variazione al programma che ci porta ad attraversare i Carpazi ed ad approdare a Zakopane, in Polonia. In tutta la Slovacchia è molto difficile trovare qualcuno che parli una lingua che non sia quella locale. I prezzi sono generalmente bassissimi. A Zakopane cena in un locale caratteristico con tanto di suonatori di violino e fisarmonica. Anche qui i prezzi sono molto bassi ed il cibo ottimo ed abbondante. L’unica sistemazione per la notte la troviamo nel più costoso albergo della città. Pazienza, per una volta…. Km percorsi 400.

Il giorno 17 è quello che ci porterà alla tappa più importante del viaggio: la visita ai Lager di Auschwitz e di Birkenau. Da Zakopane, dopo una colazione a base di aringa affumicata, ci dirigiamo verso Oswiecim (nome polacco della città di Auschwitz). Tempo uggioso, traffico caotico (in Polonia ci sono le rotonde ma nessuno ha idea di come si usino). Nota di merito è l’assoluto rispetto per i motociclisti. Quando vedono arrivare una moto fanno sempre ed inderogabilmente strada accostando sul lato della carreggiata. Anche in condizioni di traffico normale. Una pacchia. Dopo aver percorso 140Km arriviamo alla meta. La visita dei campi impegna tutta la giornata. Volutamente non riportiamo note sulla stessa.

Alla sera troviamo un confortevole quanto economico albergo appena fuori città. Ottima ospitalità rallegrata dalla presenza di chiassose ragazze di mezza età in abiti succinti.

Giorno 18: ci svegliamo pieni di voglia di tornare in strada. Apriamo la finestra e ci appare un paesaggio brianzolo da pieno inverno: nebbione da tagliare con il coltello.

Partiamo alla volta dell’Austria che raggiungeremo dopo aver attraversato tutta la Repubblica Ceca. Qui il traffico è inesistente. Le strade, benchè molto ben tenute, sono spesso realizzate con lastroni di cemento con giunti ogni 2 metri. Una tortura. Costeggiamo un vecchio aereoporto non custodito pieno di cimeli della guerra fredda alla mercè di tutti. Anche qui l’unica lingua conosciuta è quella locale. Entriamo in Austria e, dopo aver costeggiato Vienna, troviamo alloggio per la notte nella cittadina di Alland. La pensione che ci ospita è gestita da una simpaticissima ed ospitale donna polacca, di nome Cristina, con la quale entriamo subito in confidenza. Cena da “Alfonso”, unico ristorante del luogo, gestito da un turco che si spaccia per italiano, e riposante dormita al tamburellare  di mani che bussano sulle porte e delle stesse che si aprono e chiudono ripetutamente per tutta la notte. Che sia una sorta di bordello? Nota: da evitare il caffè. Oltre a fare schifo, come del resto in tutti i luoghi visitati (oramai ci stiamo quasi rassegnando) costa un botto. Km persorsi oggi: 460.

Al mattino del 19 Cristina ci offre una colazione fatta da un caffè terrificante e da una sorta di dolce appena comperato al supermercato. Saluti di rito, scambi di indirizzi, foto e si riparte in direzione Tirolo.

Appena partiti ci fermiamo in una stazione di servizio per fare un bel pieno alla Guzzona. E’ domenica e la stazione di servizio è deserta come tutto il paese. Inserisco 20Euro nella colonnina, prendo la pistola per l’erogazione ma la benzina invece che uscire dalla pistola per finire nel serbatoio decide di uscire direttamente dalla base della colonnina per finire a terra. Scena da “Svalvolati on the road” con arrivo di Polizia e Vigili del Fuoco a sirene spiegate. Distributore sigillato e 20Euro persi con gran dispiacere (reale) dei rappresentanti della legge. Risolti i problemi con il carburante ribelle ci dirigiamo verso Salisburgo dove, tra una moltitudine di turisti assatanati, veniamo accolti da una temperatura poco tipica per la zona: 42°C. Dopo un timido tentativo di visita alla città optiamo per il fresco delle Alpi e, tentando di evitare code chilometriche di tedeschi in rientro dalle ferie, ripartiamo alla volta di un posto qualunque purchè in alto ed al fresco dove bere della buona birra gelata. Approdiamo così a Waidring. Splendido paesino vicino a Kitzbuhel, offre tutto quello che cerchiamo. Dopo esserci accomodati in un accogliente alberghetto ed esserci rifocillati con abbondanti dosi di birra, ceniamo nell’unico locale aperto. A fine cena decidiamo di fare due passi per smaltire e veniamo assaliti da 4 “simpatici” pensionati di Bassano del Grappa che, in preda ad una dichiarata crisi d’astinenza da lingua italiana, in meno di un’ora ci raccontano tutto di loro senza lasciarci aprire bocca (e con Cenerentolina garantisco che è dura). Ci salutano dicendoci che <<il prossimo giro Monti ve lo farà fare con il Mosquito. Altro che Guzzi!!>>. Ringraziamo per l’augurio e ci barrichiamo in camera. Km percorsi 368.

La mattina del 20 a colazione ci fanno compagnia un Carlino ed un altro cagnolone grande almeno 180 volte più del Carlino. Entrambi molto educati. Partiamo verso il Tirolo centrale per visita parenti ad Innsbruck. Giornata fresca ed ideale per andarsene a zonzo in moto. Infatti ad Innsbruck ci sono soltanto 39°C. Dopo i saluti di rito alla parentela decidiamo di risalire verso l’alto e ci dirigiamo verso Garmisch in Germania. Ci fermiamo a dormire a Scharnitz da Ramona, un Motorrad Hotel molto accogliente ed economico gestito da una famiglia croata. Grande andirivieni di chopper fino a prima di cena e precisione teutonica: alle 22 tutti a nanna per non disturbare la quiete delle montagne e dei barbagianni. Nella notte temporalone terrificante. Km percorsi 156.

Arriva il 21. Dopo aver fatto colazione ed aver capito che Ramona è una ventenne all’estero per motivi di studio, facciamo un veloce passaggio a Garmisch e dirigiamo verso Solden. Qui, dopo il pieno di benzina ed il primo buon caffè dall’inizio del viaggio, attacchiamo il Passo Rombo. Tralascio per pudore tutto ciò che le mie orecchie hanno ascoltato dall’auricolare durante la salita e la successiva ridiscesa dal versante italiano e sintetizzo tutto in un significativo commento di Cenerentolina prima della canonica crisi di pianto isterico: <<da oggi in poi il Rombo soltanto con le patate>>. In Italia ci accoglie un caldo torrido. Tentiamo la traversata fino a Rieti ma a Modena cediamo clamorosamente sotto i colpi del sole. Dirigiamo, in realtà ancora non ho capito perchè, verso San Pietro in Casale. Il posto è praticamente una palude d’umidità e troviamo ristoro presso un albergo in città. Ci rifocilliamo con degli anonimi tortellini che vengono spacciati per una prelibatezza locale ed andiamo a nanna. Km percorsi 545.

Giorno 22. Fuggiamo dall’inferno padano di buon’ora per evitare il caldo. Sulla E45 ci dirigiamo verso Rieti dove arriviamo alle 14 dopo aver percorso gli ultimi roventi 380Km.

Purtroppo è finita. E’ stata una bellissima esperienza densa di emozioni. In totale abbiamo percorso circa 3850Km attraverso la Slovenia, l’Ungheria, la Rep. Slovacca, la Polonia, la Rep. Ceka, la Germania e l’Austria. Abbiamo visitato tanti luoghi soprattutto e volutamente lontani dalle grandi città, conosciuto tante persone e toccato con mano tante realtà molto diverse tra loro trovando sempre cordialità, amicizia, cuoriosità e cortesia.

Ci rincuoreremo pensando al viaggio che, se il tempo lo consente e Dio volendo (come dicevano i vecchi lupi di mare), faremo l’anno prossimo.

Speriamo di non avervi annoiato.

Ciao a tutti.

Papero e Cenerentolina

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